#76 - Unplugged.


lo hai aperto, quell'armadietto, non so nemmeno come hai fatto, forse mi hai curato mentre mettevo la combinazione, forse hai avuto culo, forse sei Dio e hai deciso che doveva succedere.
e mentre io ero immerso nella respirazione su di un parquet circondato da specchi, con una parete di vetro a separarmi da quindici energumeni più tatuati che pompati che spingevano di panca e di bicipite te lo sei preso, il mio contatto con il mondo.

you. are. disconnected.

è solo un oggetto, ma è anche un filo tra me e questo posto, è il polso del mondo quando il mondo sta zitto, è lo scivolo per le parole. ed è un'autostrada di pensieri in transito. 
ed eccomi qui nel silenzio. a valutare, a soppesare. a cercare di capire se forse forse non sia un bene, mettere un po' d'aria e un po' d'acqua tra questo me e quell'altro me. 
nel frattempo mi invento funamboliche esecuzioni sommarie per te, che sei stato artefice del mio destino, che forse alla fine mi hai fatto un favore, ma che perdonarti mai. ecco cosa hai vinto:
ti immagino legato e infilato in una colonna di copertoni, e immagino il tuo sguardo quando ti cospargo di benzina e accendo il tutto: le vedi le mie parole da dietro le fiamme?

stammi bene, stronzo.

pranzo spesso da solo, io. solo con i miei pensieri, solo con i vostri. vi leggo, leggo i rimbalzi. il mio pranzo da disconnesso di oggi ha portato a questo post. e ha portato a pensare che in fondo è così che deve andare, è così che si può trovare un equilibrio. e poi non si sta così male senza tutto quel vociare che mi tiro addosso.
come finirà? finirà che mi prendo un altro smartphone, però più phone e meno smart di prima. molto meno smart di prima. e il tempo per le parole diventerà un tempo cercato e non più un tempo scontato dal mondo. ma non sarà più come prima. voglio più aria attorno a me. voglio più silenzio. 

cercasi nokia 3310.
 funzionante. 


40 commenti:

  1. Paradossalmente, a volte, mi sento più sola ora che posso essere sempre connessa. I rapporti veri sono più densi. Quelli virtuali più cerebrali e più spesso portano a qualcosa di non troppo buono.
    Io, un po' alla volta, cerco di disintossicarmi.

    (Comunque che STRONZO).

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    1. la connessione stabile.
      la densità dei rapporti.
      la virtualità più cerebrale che conduce a cose non troppo buone.
      rehab.

      tutto questo merita una riflessione, ma la riflessione necessita un minimo di distacco.
      facciamo in modo che sia utile, almeno.

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  2. non ho uno smartphone ma un vecchio nokia senza connessione, si può fare credimi, ci si arriva lo stesso qui quando si vuole, quando si può, a volte perfino quando si sente di doverlo. Qui si sta bene, ma c'è vita lì fuori può puzzare o profumare e qui l'odorama non c'è e fa un casino da matti, altro che silenzio!

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    1. la connessione mobile ti consente di aprire questa porta in ogni momento. in coda nel traffico, durante una riunione, al cinema durante l'intervallo, all'uscita dal lavoro.
      è da parecchio tempo che io non resto in coda, non vivo gli intervalli, non mastico certi passaggi ma mi trasporto qui.
      l'unico istante vero rimane, paradossalmente, la palestra, o il nuoto, o la doccia.
      non riprenderò uno smartphone fino a che non avrò capito questa cosa.

      ...o finché non esce il 5S. ;)

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    2. il 5S è già dietro l'angolo, non guarirai in tempo :D
      sono riuscita ad ammalarmi anche io, un tempo, e pure senza la connessione mobile, tanto sul lavoro sono praticamente sempre connessa. Ma lavoro con la gente e per la gente e questa è stata la mia boa, la mia scaluppa di salvataggio

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  3. "... io ero immerso nella respirazione su di un parquet circondato da specchi, con una parete di vetro a separarmi da quindici energumeni più tatuati che pompati...". Che brutto 'sto posto.

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    1. brutto sì. anche perché i quindici non erano quindici ma quattordici, visto che uno mi stava derubando. comunque non conto le persone, sicuramente c'erano più di quindici persone oltre a me.

      in quei posti c'è di tutto, come fuori, e non ci si va per la compagnia.

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  4. Bellissimo questo post. Dispiaciuta per te ovviamente.
    Ognuno ha le sue strade per arrivare a questi pensieri,la tua ha anche la rabbia di chi si sente violato.
    L'ho desiderato lo smartphone,tanto.
    Ricordo un amico che, seduta in macchina con lui, mi mostrava allegramente fotografie fatte da quell'inarrivabile marchingegno ed io mostravo le mie, quasi imbarazzata, dal mio mortificante c3.
    Ma, finalmente, eccolo quel gioiellino tra le mie mani. Quella gioia stupida e vuota del voler possedere cose inutili. Appagamento momentano di mancanze reali.
    Persino la tv ci posso guardare! Posso taggare qualcuno all'istante e seguire tutti i cinguettii azzurri. Ambito anche dai miei figli per tutti quei giochini che sono quasi meglio del loro 3ds.
    Persino la mail all'istante, ah l'avessi avuto prima....
    E invece no. Ora ce l'ho. Ed è comodo si, ma non mi piace! M'innervosisce, mi ruba tempo, mi fa sentire come la massa. Io che sono sempre andata contro corrente, contro le mode, contro le etichette. Quasi mi vergogno a mostrarlo.
    Vedi, a te è servito perderlo, a me è servito averlo.
    Ma le riflessioni che nascono portano, in ogni caso, verso la stessa luce.
    Hey, io ce l'ho il 3310, funzionante ;)

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    1. ok, se ho capito bene chi dovesse rubartelo ti farebbe un piacere.
      e poi ti chiedo: al di là della dimensione dello schermo e dei Megapixel le tue foto erano davvero più brutte?
      perché ho la sensazione che le foto su quel telefono raffigurassero cose importanti, vita, persone reali, affetti preziosissimi. Forse quel giorno fu lui a trovare meravigliose quelle immagini un po' sgranate.

      (me lo vendi?)

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    2. Eh no, me lo rubassero ora mi girerebbero assai!
      Si è vero le foto erano, anzi sono, splendide nonostante i pochi pixel ( ma ne ho tenute nascoste alcune veramente orribili :P).

      Te lo vendo cosa? Il mio smartphone o il 3310?
      La cosa cambia, il 3310 potrebbe costarti molto caro sai?

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    3. quando presi lo smartphone per un po' ebbi l'idea di cercare un emulatore di 3310 .
      giusto per permettere alla vecchia generazione di usarlo. e anche il motorola startac.

      vedrai che tra dieci anni li ributtano fuori superfighi come han fatto con la 500fiat o la mini.
      scommettiamo?

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  5. Oh. Però la tua vendetta mi piace. Non ti facevo così cattivo.

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    1. non lo sono, infatti.
      è solo che la situazione ha rievocato la parte oscura e l'ho lasciata parlare.

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  6. Da qualche mese ormai, se non sto lavorando sposto la mia sim su quel nokia da 59 euro di una volta, quello che mi suona i messaggi con un trillo fortissimo che i messaggi che arrivano son pochi ma sinceri (notato che ormai più nessuno manda sms? a parte la banca quando prelevi o paghi, e feltrinelli quando arrivano i libri che hai ordinati) sto bene senza il vociare delle mail e di uozzap maledetto. Faccio così, che chi ha bisogno di me mi trova lo stesso, gli altri aspettano. E quando sono assente è per questo, e quanto me la godo, questa libertà silenziosa.

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    1. edp, tu sei un paio di vite avanti, rispetto a me. io sono la cosa in cui ti reincarneresti se in questa vita ti mettessi a picchiare le vecchiette.
      anch'io non ero messo male, qualche turno fa, ma poi quella maledetta vecchietta continuava a blaterare e a rubarmi il posto in coda alla cassa..
      che poi i livelli della coscienza nella reincarnazione sono come le classi di merito dell'RC auto: sgarri una volta e vai indietro di 5.
      comunque sempre meglio che quel che accadrà al mio ladro, cui senz'altro toccherà di reincarnarsi vecchietta.

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    1. non sta passando.
      o forse sì.
      ma se non fosse accaduto non avrei visto alcune cose.
      non tutte le cose che fanno male servono. questa un po' sì.

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    2. io mi riferivo al rovescio della medaglia.
      alla scoperta che si può vivere senza smartphone ed essere felici. anzi più felici.
      alla bellezza di una vita disconnessa.
      poi passa.
      e ricompri l'iPhone.
      perché noi siamo questo.
      alcuni ci riescono.
      altri no.

      noi no.

      (a me è successo due volte eh.)

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    3. ok, non mi resta che pensare ai nostri telefoni che si incontrano, nel grande paradiso degli iphone, si guardano dapprima timidamente, poi si riconoscono dalle mail. si scambiano qualche bit, un primo casto like, fino a ritrovarsi a condividere le foto dal profondo della memoria, e ad sognare un universo in cui i telefoni non vengono strappati dalle mani dei loro custodi umani.

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    4. comunque che bastardo.
      mentre tu ti spaccavi il culo in palestra.
      non si fa.

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    5. pensa a quelli che in palestra ci vanno per imparare a difendersi dai rapinatori e dai borseggiatori.

      ridi?

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    6. allora ridiamo insieme.

      si può?

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  8. Che grandissimo figlio di 'ndrocchia.

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    1. se vedi qualche santo cadere esprimi un desiderio.
      le madonne sono finite.. le abbiamo ordinate. ;)

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    2. Quando te le insegnano tienimene da parte un paio...non si sa mai!

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    3. secondo me volevi dire "consegnano".
      arrivano col carico del giovedì.
      una ha gli occhi come il cielo e vesti rosse, l'altra non so.
      ma dicono che son combattive, che sono madonne da guerra.
      buone per i tempi duri.
      le vuoi lo stesso?

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  9. Ecco, chiedere più silenzio è incontrovertibilmente la strada giusta. Non si copre il rumore con altro rumore. Mi fa pensare a *voglio andare a mare e tenere nascoste le fotografie in cui sorrido*. Perché i momenti del cazzo mi piace sputtanarli a parole, quelli perfetti li tengo dentro. E ora questo commento richiede una conclusione.

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    1. il primo velo del silenzio è solo lo spazio tra due battiti.
      il secondo è un pensiero che rallenta fino a restare immobile e sospeso.
      il terzo è il respiro che si ferma all'inizio della discesa,
      il quarto velo lascia intravedere scorci di futuro,
      il quinto vede scritto il tuo nome vero, il cartellino dell'anima,
      il sesto è il buio prima della luce.
      il settimo è lo stesso spazio tra gli stessi battiti.

      e la conclusione riporta al punto d'inizio.
      geometrie del silenzio, curvature dello spaziotempo.

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  10. un ritorno al passato? Il futuro è a smarttuttocompreso

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    1. un passato lontanissimo. prima della civiltà che conosciamo. un tempo in cui gli uomini potevano comunicare attraversi i sogni. il tempo degli sciamani.

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  11. Ogni tanto staccare fa bene, vero.

    Però il tizio rimane uno stronzo!

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    1. staccare lascia spazio a molte cose. anche se molte tra quelle alla fine confluiscono di nuovo qui.
      quanto al tizio mi ha già rubato troppo per spendere altro tempo a pensare a lui.
      tanto prima o poi ruberà a quello sbagliato e si farà prendere. e allora rimpiangerà i miei copertoni, che io alla fine non sono del mestiere.
      e comunque tu sei molto più bravo di me con le esecuzioni, lo sappiamo. ;)

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    2. Se vuoi "eseguo" anche lui :)

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  12. unplagged era il mio status prima di partire, sai?
    ci ho provato, ci sono riuscita, mi ha fatto stare molto bene.
    ora ci sono giorni in cui metto la modalità aereo per ore. e mi sembra che il tempo sia più dilatato, di riempirlo meglio io.
    certo che poi è il canto delle sirene...e io riattivo tutto :)

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    1. è bello trovare qualcuno che ha trovato una sua personale via per stare bene.
      il mio problema con il silenzio è che anche se chiudo tutto non è mai davvero silenzio.
      subito affiorano mille pensieri, qualche demone e qualche buon proposito.
      con le parole che risalgono la corrente del flusso dei pensieri come salmoni argentati.
      ma non sempre, per fortuna, non sempre.

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  13. resto imbambolata ed ammutolita davanti ai tuoi post. io sono terra terra... se mi avessero rubato il telefono avrei buttato giù uno sproloquio di insulti e buttato giù un elenco di santi tale che non sarebbero bastati dieci calendari per contenerli.
    E invece tu hai questo modo di descrivere le cose.. giuro che all'inizio non avevo neanche capito.
    Se tu scrivessi un libro, per me sarebbe uno di quei rari libri che ti tolgono la voglia di dormire. Quel tipo di libro che proprio non vuoi chiudere, devi leggere fino a sentir bruciare gli occhi.Per poi, una volta letta l'ultima pagine, struggersi per il distacco.

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    1. sono io che resto imbambolato e ammutolito davanti a questo tuo commento.. per imbarazzo. ehi, quelli bravi i libri li fanno davvero.
      io invece resto qui ad arredare istanti con parole raccattate in giro.
      gli sproloqui e i santi sono volati anche con me, sai, ma poi ho cercato un modo di capirci qualcosa, di trarne qualcosa di utile.. tutto qui.

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  14. Io di unplugged conosco solo Layla, di Eric Clapton. Ma questo tuo post ha il sapore della versione ufficiale. Quella che sembra tenerissima. Ed invece è dura quanto basta.

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