#102. vento di notte.

è aria che viene e non sai da dove,
è aria che arriva dalla terra, aria asciutta, orfana di una qualunque stagione.
è un bagliore oltre le nubi che riescono ad essere viola e cangianti anche nel buio.
è un'amica speciale accompagnata a casa, è il restare fermo lì, in auto, a sentire il mondo.
è l'odore del buio è il rumore delle nuvole,
è questo vento che sa di lontano [*], questo vento che rende le solite cose diverse dalle cose solite.
è una soglia in bilico tra il baratro e il futuro.
è il guardarmi con gli occhi di un tombino e ritrovarmi nello stesso posto, ma due piani più sotto.
è un viaggio intrapreso a seguire le volùte di un fumo nero, caldo e denso.
è il mondo che cambia mentre io resto lo stesso,
oppure sono io che cambio pelle ancora, ancora, ed ancora.
sono le mille parole che mi sfrecciano accanto senza che io faccia nulla per fermarle, per intercettarle.
è solo e sempre vita da masticare con cura prima di deglutire.
fa male?
no, ci si abitua ad ogni cosa, anche alla disabitudine portata in dote dalle incostanze.
sono lontano, sono vicino, vediamoci ma non oggi, che oggi è complicato.
è sempre lo stesso vento, quello che soffia sulle cose complicate e su quelle che no.
mi inclino, mi offro di taglio, sempre di più, almeno fino a che non sentirò un suono.
un innesco, mi serve, in questa notte da sparo.



13 commenti:

  1. Penso al vento che struscia un tuo punto di vista ricorrente e speciale: quello dei tombini, sdraiati al livello del mondo che passeggia piatto senza tutta quella fastidiosa tridimensionalità. E certo vento che appiattisce rumori e odori, piega la soglia d'attenzione e tu ti obliqui ("mi offro di taglio") a scorgerne di nuove, di attenzioni. E ci riesci.

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    1. è il tipo di vento che, cessando, vede cessare anche un pezzo di me.
      portanza.

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  2. È passato anche da qui quel vento. Stanotte danni grossi, i bimbi avevano paura fosse il soffio del lupo. Stamattina il cielo è striato di rosa, che non promette per niente bene, eppure è carino, e sa di riappacificazione.
    E in una giornata come quella di oggi, serve un po di speranza, per affrontare i miei lupi, quelli veri, quelli delle abitudini e quelli delle disabitudini.

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    1. sono rientrato tardi.
      un'aria strana anche dentro casa, la porta del balcone spalancata.
      e occhi felini a cercarmi come se non fosse affatto certo che sarei tornato.
      ma no, non ho mai pensato di non tornare.
      quel che nessuno dice dei viaggi è che per ogni andata senza ritorno esiste un ritorno senza andata.

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    2. Io faccio collezione di andate.

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  3. amo i venti freschi che spazzano via quell'aria morta stagnante, che regalano colori e luccichii, che pizzicano la pelle e fanno sentire vivi, che tu ti guardi dal tombino o allo specchio a questo punto che cambia è così bello guardare il mondo e gli altri perché col vento asciutto tutti sorridono non perdere tempo a guardarti esci e goditi il mondo da qualunque prospettiva tu lo voglia guardare oggi

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    1. a furia di vento gli occhi si conformano all'essere socchiusi.
      a furia di trafilamenti le lacrime imparano strade oblique per arrivare al cuore.
      a furia di questa furia ti ritrovi sospeso e immobile nella tua tempesta.

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    2. con gli occhi socchiusi metti a fuoco meglio
      con le lacrime gli occhi si mantengono più sani
      dopo la furia arriva la pace, qualcuno che ti prende per mano o che prendi per mano per continuare a viaggiare

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    3. Ma andate dall'oculista ...

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  4. vedi la differenza... uno al mattino si alza, sente il fischio che passa la tapparella da tanto il vento è forte, e scrive una poesia viaggiando dentro al suo animo (tu). al mattino si alza, sente il fischio che passa la tapparella da tanto il vento è forte, e pensa: "minchia, oggi in bici sarà dura" (io). mi sento un po' dalla parte dell'orso, eh, ma quanto mi affascinano queste molteplicità di pensieri.

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    1. scusa, mi è scappato un "l'altro" nella seconda frase, edita tu se vuoi

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    2. vedi la differenza...
      uno vede le differenze (tu), l'altro no (io).

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  5. E' un vento che mi rende nervosa. Non ce la posso fare. Non spazza via quanto ho dentro. Anzi lo accentua e, pertanto, sono più nervosa di prima....
    Posso capire.

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