#74 neve.



questi sono giorni defilati e dilatati.
gli impegni rarefatti, l'attesa della partenza, mentre tutti o quasi sono già andati.
la città calda, la città vuota, la città aperta.
ti trovi disteso, supino, con il tempo che ti passa sopra come fosse la chiglia di una nave che non sai dove stia andando, e tu acquattato sul fondo con i motori al minimo, tu che usi quel che serve giusto per restare vigile e l'aria non è un problema, non lo è stato mai.
apprezzi le diverse forme del silenzio, cerchi e trovi l'indolenza nei gesti e nei pensieri e la trasformi in un equilibrio fatto di forze fermate da una tua personale e privata moltiplicazione delle masse.

sarebbe un buon momento per cercare note nuove, mi dico.
però oggi il silenzio non è una tela candida che aspetta il pennello, il silenzio è una tela bella così: pronta e vergine come i prati dopo una notte di neve.
e poco importa se il caldo è di quelli da ricordare, io penso alla neve, a quello strato che mi accompagna dall'inverno e permette al mio lupo di sfuggire all'afa, in altura.

mi aspettano posti nuovi, ne ho bisogno.
mi aspettano posti che non vedo da prima di nascere, ché davvero non ho la certezza di poterli chiamare mai visti.
che quel che mi segna di certi viaggi non è quel che trovo, ma quel che scopro di aver sempre avuto, un'attenzione, un suono, un colore.
pezzi di pezzi di me. 
pezzi da legare.

13 commenti:

  1. Il peso della neve.
    Ma sotto la pelle.

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    1. sarebbe un buon momento per cercare buone note, mi dico.
      a volte poi capita, sì, da sotto la pelle.

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  2. mi auguro che il tuo naso riannusi odori, la tua bocca sapori, i tuoi occhi colori che sappiano sciogliere i cristalli e far scorrere un'acqua fresca che riporta il fiume al mare, alla sua memoria, ad una nuova nascita


    buona vacanza

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    1. un viaggio. un'occasione, una nuova nascita.
      si può chiedere di più?

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    2. Io non vorrei rinascere neanche tra un miliardo di anni. Di vita basta e avanza questa. Ene facevo pure volentieri a meno.

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  3. Sono belli i dejavu quando ti prendono in una terra straniera.
    Ti confondono un attimo, resta poi l'ombra di un interrogativo.
    (cosa è stato prima del mio primo ricordo?)

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    1. quando una terra ha la storia dentro, quando una terra è terra di fate e folletti, la cosa più strana che possa capitarvi è che ci si veda arrivare un tizio come me, ignaro di tutto, convinto di poter trovare qualcosa per sé.
      quando invece lassù è chiaro a tutti, alle fate, ai folletti e finanche alla terra stessa, che sarà lui stesso a lasciare qualcosa.
      è stato per avere una scusa buona per tornare, si dirà lui, ma è un inganno o, meglio, un incantamento.

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  4. è da parecchio che passo, leggo e non commento.

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    1. reciproco.
      però grazie per avermelo detto.

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  5. Acquattato, ma sempre con i sensi vigili. Fiuta l'aria appena arrivi. Senti!

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  6. buon viaggio allora...
    io sono appena rientrata, ma in effetti sono di nuovo in partenza, o circa ;-)

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  7. 'che quel che mi segna di certi viaggi non è quel che trovo, ma quel che scopro di aver sempre avuto, un'attenzione, un suono, un colore.'

    Riesci sempre ad aprirmi gli occhi su cose che non vedo. Cose importanti.

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  8. beh, basta inclinare un po' la testa e guardare le cose un po' di traverso.
    ma tu lo fai sempre. piccoli scartamenti del buonsenso, piccoli varchi nella coscienza, cose piccole, insomma, ma anche importanti.

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