#73 ciao.


c'é un uomo. al binario 16 c'è quest'uomo che sta aspettando.
e subito dopo c'é un treno. al binario 16 c'é questo treno che arriva.
fischiano i freni e rallenta, lento, lentissimo, fermo.
passi di donna nel corridoio, nello scomparto, sul predellino.
li vedi incerti toccare terra e avviarsi lungo la banchina del binario 16 trascinando una valigia.
lui è fermo, la guarda, è lei.
non l'ha mai vista, ma sa che è lei.
lei lo vede, lo guarda, è lui.
non lo ha mai visto, ma sa che è lui.
adesso sono uno di fronte all'altro, con i sensi aperti.
sorridono.
lui la accoglie in un abbraccio, lei lo stringe a sua volta ed è felice il volto che si perde tra le braccia di quell'uomo, al binario 16.
il minuto successivo durerà per sempre.
le mani di lui cercano la sostanza e il calore
le mani di lei cercano la forza.
e poi arriva. prima del bacio arriva lei:
la nuvola sul volto di entrambi,
e in un istante sul volto di lei è pioggia salata dagli occhi.
mentre il volto di lui drena dolore.
due sguardi si spengono e annunciano il distacco.
quando avviene lei riprende la valigia
e si avvia verso il binario 17 dove un treno, un altro treno, è in partenza.
e poi parte.
mentre lui lo guarda partire.
c'è un uomo. al binario 17 c'è quest'uomo che guarda nel vuoto.
mentre un treno, un altro, al binario 17 prende a muoversi.

Mariana Ferratto, CIAO, video loop, 4'28"






31 commenti:

  1. all'inizio ho pensato a due Indiani (nel senso di provenienti dall'India) a cui era andata di lusso con un matrimonio combinato, invece erano due sfortunati che sono riusciti a trovare il l9oro momento fortunato per perderlo immediatamente, però quel momento è pur esistito, avranno un ancora nostalgica a cui aggrapparsi per la vita

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    1. i treni arrivano.
      i treni partono.
      ma soprattutto quasi tutti prima o poi ripassano.

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    2. ma, treni dei pendolari a parte, spesso non trasportano la stessa gente

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  2. allontanarsi dalla linea gialla ...

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    1. solo a me è concesso dire "allontanarsi dalla linea gialla", solo chi lo sente almeno 100 volte al giorno per anni può pronunciare la formula magica

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    2. da che parte della linea, giardi?
      e quando le linee sono due come funziona? devo stare al centro? ma c'è una panchina al centro, con un senzatetto sdraiato. come faccio?
      ci vorrebbe l'esperienza di ci chi lo sente almeno 100 volte al giorno..

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    3. e se tornassimo al capostazione ?

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    1. ero ad una mostra. c'era questo video in loop e quello che è scritto è una mia libera trasposizione.
      l'ho visto tre volte ed ogni volta scoprivo un pezzetto di una verità, e nessuno mi dirà se la mia verità è anche LA verità, e forse davvero non importa.
      ho pensato che tra l'uomo e la donna ci fosse qualcosa, ma che non si erano mai incontrati prima. come se si fossero conosciuti in un posto tipo questo.
      la mia verità vede lui e lei sposati, e vede lei in trasferta per andare a trovare una sorella, e il viaggio in treno prevede un cambio proprio nella città dove lui vive.
      non sanno bene cosa ci sia tra loro, sentono un legame chimico che non sanno definire.
      e decidono di vedersi nel breve istante concesso dal gioco delle coincidenze.
      così lei scende senza essere certa che lui ci sia, senza nemmeno sapere com'é fatto, ma vedendolo capisce che è lui. il minuto eterno contiene tutto. il riconoscersi, il toccarsi, il cercarsi in un abbraccio, l'annusarsi, la proiezione del film di una vita insieme, il rientro esondante della realtà, la consapevolezza di una vita altra cui appartengono, la rinuncia al sogno, il distacco.

      e forse va bene cos'ì, ade, sai. forse è davvero giusto che ci sia un ciao. perché gli addii hanno questo vizio di forma che taglia in due il nastro del tempo. mentre il ciao ha in pancia tutto il potere del presente.

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    2. E' questa tua replica che mi è piaciuta tantissimo, red!
      gelsobianco

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    3. meglio se mi rileggo tutto, allora. il tuo commento mi responsabilizza, e un po' mi inchioda alle mie stesse parole.
      no, dai, facciamo che continuo come sempre a scrivere quel che viene a galla man mano. se poi dovessero esserci delle incongruenze la chiameremo presa di coscienza a proposito del mondo.
      facciamo così?

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  4. Solo chi è stato sul binario 16, ad aspettare, o sul treno, ad aspettare, sa quello che sai tu.

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    1. forse non era un binario, forse era un tè.
      forse non era un binario, forse era un parco.
      forse non era un binario, forse era un martini.
      forse non era un binario, forse era una lunga strada da percorrere a piedi.
      forse non ero io. forse eri tu.

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    2. Io, di sicuro.
      Ma di sicuro, anche tu.

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  5. e poi.
    lui sarà rimasto un po' fermo immobile, con lo sguardo a seguire il treno in dissolvenza.
    poi avrà tirato un sospiro, si sarà acceso una sigaretta, concedendosi qualche minuto seduto sulla banchina, per poi rituffarsi nella vita di sempre.
    lei, salendo sul treno, si sarà asciugata le lacrime. Sostenere gli sguardi indiscreti degli altri sarebbe stato troppo. avrà preso posto, vicino al finestrino e avrà passato il resto del viaggio ad osservare il paesaggio, con la fronte forse appoggiata al vetro, pensando a tutto e a niente, o forse rivivendo quel momento in loop.
    e poi ognuno sarebbe tornato alla propria vita.

    mi chiedevo ieri che fine avessi fatto .. ed eccoti qui ;)

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    1. nei titoli di coda non c'era scritto nulla, anche perché non c'erano i titoli di coda.
      era un video mandato in loop ad una mostra, ed ogni 4minuti e 9 secondi i due si trovano, si sfiorano e si lasciano.
      io l'ho guardato due o tre volte, e ogni volta ho scoperto un pezzo di storia diverso, anzi direi che ogni volta il filmato era un poco differente.
      penso ad un videoclip con una scenetta che si ripete in continuo, ma ogni volta un particolare cambia, chessò le scarpe di lei, il colore degli occhi di lui, uno sguardo differente, un passante, e una scenetta che parte in un certo modo diventa pian piano qualcosa di diverso, di surreale, non so.
      mi sarebbe sempre piaciuto scrivere sceneggiature per videoclip.

      anche io mi chiedevo che fine avessi fatto ... ed eccomi qui ;)

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    2. mi sono perso, scusa, dicevo dei titoli di coda.
      se ci fossero stati, probabilmente ci sarebbe scritto:

      lui aprì un blog.
      lei una lavanderia.

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  6. ma poi ognuno torna davvero alla sua vita?

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    1. non lo so marghe.
      io so che un giorno ho impedito ad una donna di riprenderlo, quel treno.
      ed è ancora qui con me.

      pensa a come sarebbe un mondo festoso pieno di treni vuoti e di mani riempite da altre mani.

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    2. e gli innamorati che invece hanno bisogno del treno per incontrarsi? quelli devono salirci sul treno

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    3. quella è una storia nuova tutta da scoprire. o tutta da raccontare.
      perchè secondo me tu quella storia la conosci bene, sbaglio? avanti, regalacela..

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  7. Mi viene da dire che le cose che devono succedere, succedono. Come i treni che devono partire, o gli uomini che vogliono restare. Succedono, come certi momenti, uno dopo l'altro. Inesorabilmente.

    Bellissimo, come sempre.

    r.

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    1. è tutto vero. e a noi non resta che aspettare che le cose accadono e poi cercare di capire i motivi per cui non avevamo previsto che sarebbe andata in quel modo.. perché noi alla fine siamo quelli che vivono d'abbagli.

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  8. sono attimi, poi passano, restano le piccole tracce dentro di noi. piccoli segni, sorrisi, ricordi, pensieri. mentre viaggio in treno me lo chiedo spesso, a che cosa pensi la gente, e vorrei un piccolo lettore di pensieri per ascoltare anche le storie che vengono da dentro, e vorrei accenderlo e spegnerlo quando mi va, o quando va a chi pensa.

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    1. facciamo che quel lettore esiste, che lo abbiamo tutti. che fa parte del sistema operativo. e che lo possiamo accendere o spegnere a piacimento.
      facciamo che il 99,9999% della gente si guarda bene dall'accenderlo.
      questo significa uno su un milione. non male, edp, vista l'attitudine dovresti proprio fare la psicologa o giocare professionalmente a poker.
      vedo.
      ;)

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  9. Bello, me lo sono visto in testa.

    Bello.

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    1. devi aver visto lo stesso che ho visto io. io l'ho soltanto raccontato. la prossima volta fai tu, ok? io intanto scendo a prendere i popcorn.
      e le birre. ;)

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    2. A me sta bene, mi piace raccontare.

      Mi piacciono i popcorn.

      Mi piacciono le birre.

      ;)

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    3. ho visto, da te. c'è fermento, è arrivato un carico di storie nuove nuove, ancora imballate.
      a me incuriosiscono quelle nei pacchi più piccoli e anonimi, quelle senza carta da regalo e senza fiocchi. è in pacchi così che si nascondono le storie che hanno fatto il viaggio più lungo, quelle che arrivano da lontano e che sono capaci di arrivare ancora più lontano.

      per me menù maxi, mega popcorn e coca light grande senza ghiacco.
      abbiamo la zero, va bene lo stesso?
      certo.
      sono 8 e 70, grazie.


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  10. Molto bello.
    Chissà al binario 18...

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    1. ci andrò, sai? esiste una antica leggenda che afferma che sotto le traversine della ferrovia sono incisi i nomi di tutti coloro che si sono innamorati sopra un treno o che sono morti sotto.
      ci andrò, sai? comunque la stazione in questione è a Parigi, mi pare..

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