#68 dal cielo.


lui deve essere suo padre.
lo capisco dal modo in cui le protegge la testa con la mano, dal modo in cui la tiene accanto a sé,
lo capisco da come lei lo guarda, da come trae la forza e il coraggio dal semplice contatto.
è così che fanno, gli uomini.

lei ha poco tempo, tre quattro primavere,
lo capisco da quanto è più piccola di lui,
lo capisco dal modo che ha di guardare in alto.

all'inizio la vedevo come un puntino al centro del campo visivo, poco più piccolo del padre,
poi questa corsa folle, questa inquadratura a stringere, mi ha portato a vederla meglio,
sempre meglio e sempre più grande e vicina, fino a rendermi conto che è molto molto più grande di me.
e ora so che il mio volo terminerà sulla sua fronte,  o sulla mano dell'uomo, se il caso.

e di tutto il mio viaggio loro non vedono che l'arrivo.
e l'uomo le insegna a chiamare il mio arrivo con un nome preciso.
loro lo chiamano pioggia.



31 commenti:

  1. Pioviggina un po’/ ma non abbastanza perché si possa proprio/ chiamarla pioggia/

    e noi lentamente ci bagnamo/ ma non abbastanza perché valga proprio/ la pena di parlarne/

    e noi un po’ ci innamoriamo/ ma non abbastanza perché si possa proprio/ chiamarlo amore.
    Henrik Nordbrand

    RispondiElimina
    Risposte
    1. giardi non vale:
      io ci metto un fiore, tu mi porti un giardino fiorito.
      non vale ma è molto bello. e quindi grazie.

      Elimina
  2. Mi hai fatto pensare a questa: http://www.youtube.com/watch?v=cF6YpUBCQPA

    hai colorato di poesia queste giornate autunnali di primavera inoltrata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. accidenti, i pooh. ;) ehi, ma sei una tenerona..
      beh, anch'io.

      Elimina
  3. all'inizio pensavo che fosse metaforico, e che padre e figlia fossero goccia grande e goccia piccola della pozzanghera. se l'effetto era voluto, chapeau. se no, chapeau lo stesso per la bellezza del post.
    (p.s. apprezzami, ho seguito le tue indicazioni per la creazione dell'account intergalattico tra wp e bs, così ora vedi anche le biciclettine)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ehm..
      CERTO.
      ;)

      ma tu guarda che belle biciclettine e che cieli azzurri. ma quella non è milano, temo..

      Elimina
    2. no, intuito giusto. navarra http://goo.gl/5MkIh
      a milano un cielo così non l'han mai visto neanche di striscio.

      Elimina
    3. trovo quelli di wordpress mediamente più bendisposti rispetto ai cieli azzurri.
      sarà l'html che è più sano, da quelle parti.

      Elimina
  4. ;) ma che bellezza...
    Visioni...
    applaudo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. pensavo alla pioggia, che è stufa.
      pensavo alle gocce che parlano tra loro:

      - com'è il programma oggi?
      - al solito, si cade.
      - ancora??
      - eh, sì. ancora.

      Elimina
    2. ;)
      magnifico uso dell'intelletto ;)
      Amo stò mondo!

      Elimina
  5. Che bello è quel modo che hanno di guardare in alto i bambini?

    E anche oggi qui no pioggia, ma cieli azzurri e raggi di sole..buona giornata :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. avevo scritto una riga in più. proprio su quello.
      su come guardano in alto i bambini.
      avevo pensato che i bambini guardano in alto proprio nello stesso modo in cui guardano in basso, e negli occhi di uno sconosciuto.
      tutti sguardi da prima volta.
      avevo pensato di scrivere questo, poi l'ho tolto. ma tu ti sei accorta.
      beh, sì, ora c'è sole anche qui. meglio. ;)

      Elimina
  6. anche io, anche io voglio la mia biciclettina e l'account intergalattico. per il resto mi perdo in questo viaggio bagnato che chi lo sa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. che poi questa storia, esattamente come è scritta qui, è accaduta milioni di milioni di volte.
      ogni volta che una goccia di pioggia ha toccato la fronte di una bimba.
      e quindi, anche per te, edp, per la piccola bimba edp.
      è la storia di quella volta che tu. anche. sì.
      e chissà che non sia stato proprio in quel momento che tu hai capito che cosa saresti stata da grande. che il seme ha preso l'acqua giusta per germogliare.
      una goccia, una sola, per partire, per divenire.

      Elimina
  7. come una poesia, come una preghiera, come una favola della buonanotte
    come

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ci sono giorni da pensieri cupi e giorni più lievi.
      e ci sono giorni in cui riusciamo perfino a staccare il pensiero da noi, farlo volare fin dentro le nubi e poi, una volta ritrovato, a farci raccontare quel che ha visto.
      tutto qui, amanda, io riporto quel che vede lui.
      sono uno scriba.

      Elimina
  8. La pioggia non è né bene e né male.

    Bellissimo post

    RispondiElimina
    Risposte
    1. la pioggia ha i suoi perché.
      e ci pone le sue domande.
      grazie B, io non ho fatto molto, io trascrivo pensieri in transito, scatto foto mosse.
      ma grazie.

      Elimina
    2. , le foto mosse ti lasciano il sapore dell'interpretazione soggettiva...magari è, magari no...

      Elimina
    3. ci sono due tipi di foto mossa.
      quelle in cui si muove il soggetto.
      quelle in cui si muove la macchina
      quelle in cui si muovono entrambi.
      ci sonoTRE tipo di foto mossa.
      poi c'é una foto mossa in cui soggetto e macchina si muovono insieme. in quel caso il soggetto appare fermo e lo sfondo gira.
      a pensarci bene é anche un tipo di bacio. :)

      Elimina
  9. "Un punto di vista quanto più obliquo riesce ad essere."

    RispondiElimina
    Risposte
    1. la scelta del tuo avatar parla per te.
      la visione disassata del mondo offre grandi prospettive, non credi?

      Elimina
    2. ehi tu dove sei? sono 5 giorni che spero di trovare un tuo nuovo post che mi faccia pensare e guardare il mondo in obliquo. manchi :)

      Elimina
    3. uh. davvero? .. é che sono stato in giro. ho visto gente, fatto cose.. :)
      ..... (le cose che suonano come complimenti mi bloccano. mi annichiliscono letteralmente)

      Elimina
  10. alla prima lettura ho pensato di poter leggere tra le righe...
    alla fine, quello che emerge, é questa tua capacitá di cogliere sempre qualcosa del mondo o che ti si para davanti nella sua apparente banalitá.
    chè basterebbe poco a perforare il velo dell'apparenza e raggiungere un livello piú alto di comprensione del mondo.
    se solo realmente si volesse.
    non si puó considerare la pioggia come un'entitá a se stante, trascurando coscientemente che é composta di cosí tante gocce.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non lo so mai se quel che si legge è quel che si è voluto scrivere. perchè davvero non lo so com'è che funziona. capita sempre, nei commenti scopro significati diversi a quanto io stesso ho trascritto qui dai miei pensieri. il motivo è sempre lo stesso, credo. i pensieri non nascono e non muoiono dentro di noi, ma vengono scambiati, riarrangiati e ripassati ad altri. come in un gioco del passaparola tra sordociechi. e quel che ne esce a volte sorprende me per primo.
      che poi alla fine qui siamo tutti gocce che parlano della pioggia.

      Elimina
  11. Ho letto quattro o cinque(cento) volte queste tue parole. Sono belle parole. Ogni volta mi sono immaginato da un punto di vista diverso, quello della bambina, del padre, della goccia, o da qualcuno degli infiniti punti di vista esterni. Quello della goccia è il mio preferito, lo ammetto, perché mi permette di essere il padrone del mondo, prima, e un piccolo ma perfetto punto d’acqua, dopo. L’insieme e il dettaglio. Poi perché mi permette di volare, di precipitare, di sentire il vento in faccia, di essere il sibilo che arriva veloce da lassù, mi fa godere del cambio di temperatura e di pressione, ma soprattutto perché mi permette di ricordare a quella bambina, bagnandola, che è viva, che il papà, certo, proverà a parare il colpo con la mano, ma che se non riuscirà, andrà bene lo stesso, ché la pioggia fa parte della vita, e certe volte, anzi, è anche bello, molto bello. Amo la pioggia, e la vita. Gran bel post.

    r.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. tu hai il rispetto per le parole. che siano mie, che siano di chiunque altro, il rispetto per le parole è una cosa che ti rende onore.
      le cose che scrivi mi raccontano una storia nella storia, mi raccontano percorsi che non ero stato in grado di rendere espliciti.
      io butto le mie tessere sul tavolo, qualcuno poi è in grado di dar loro un senso compiuto ricomponendole. per esempio tu.
      e ,davvero, io non ci sarei arrivato da solo, a toccare la fronte della bambina affinché si senta viva. ci siamo arrivati insieme.
      che dire? a buon rendere..

      Elimina
  12. Risposte
    1. no, no, la poesia è dei poeti.
      io qui mi limito a sparare in cielo, senza troppa mira, solo per vedere che succede.
      però grazie.

      Elimina