#97 tattoo.


ho un problema con le donne tatuate.
mi trovo a parlare con loro dei tatuaggi, ma non va così, non può andare così.
"perchè parli a me del mio tattoo, lascia piuttosto che sia il mio tattoo a parlarti di me" sembrerebbero dire.
hanno ragione, ha senso.
non amo le auto d'epoca, le trovo inutili, imperfette, tentativi superati insicure e inefficienti.
ma i tatuaggi sono un'altra cosa, mi piacciono quelli vecchi, un po' sbiaditi, quasi riassorbiti dalla pelle, con i neri che tendono al blu e le linee rese imprecise dal tempo.
sono come tratti d'espressione su di un corpo conformato attorno a loro quasi a diventare la tela.
eppure non ho tatuaggi, su di me.
perché non posso pensare di mettermi addosso un qualunque persempre, perché io i miei persempre me li porto dentro, nascosti ai più, anche se sempre pronti ad entrare in gioco all'occorrenza.
e perché in fin dei conti qui da me i persempre sono sempre volati via, e quelli che non lo sono ancora sono troppo veri per poterli affiggere all'esterno ed esporli alle intemperie.
che poi capita che arriva sempre un temporale estivo capace di lavare via tutto l'inchiostro, a partire da quello sottopelle.

una cosa che so fare: ricomprendere una situazione, renderla cronica anche se è difficile, perchè qualunque cosa è sempre e comunque un cambio di assetto, di regola, un taglio nuovo dato alla vita.
e questo comporta il non temere il cambiamento ma neppure cercarlo.



26 commenti:

  1. ah eccoti qui finalmente :) e con un post, che se ci pensi, parla di te, come un tatoo parla di chi lo porta. Ho dedicato due post ai tatuaggi, mi hai fatto venire voglia di ripescare il primo dal vecchio blog, così l'ho spolverato e lunedì lo ripiazzo.
    Io ahimè anche se ho imparato vivendo a ricomprendere le situazioni temo moltissimo i cambiamenti, non è una cosa lusinghiera, poi quando mi piovono sulla testa, provo a muovermi con l'onda, a nuotarci dentro sperando di riemergere a respirare vita

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    1. piccola amanda è una che la vita la vive mettendo la testa sotto. forse il fatto di non temere i cambiamenti non è per nulla un buon segno, forse vuole dire che mi sono ritagliato uno strato di mondo talmente sottile da non poter avere radici profonde.
      ..

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    2. Non è che metto la testa sotto, anzi la caccio fuori, ma l'aria che annuso mi fa venire la pelle d'oca, o forse sì a volte la metto sotto. Recentemente ho scritto che le radici a volte sono una proprietà dell'anima, a volte non serve troppa terra, basta un tramite tra passato e futuro, fra ciò che ci ha nutriti e ciò che ancora sappiamo sognare

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  2. Ho come l'impressione che i "per sempre" possano, all'occorrenza, divenire dei "per il momento" o "fino a che". In fondo non cerchi i cambiamenti, ma nemmeno li temi.
    Avverto poca "poesia" in te, forse nessuna. Pragmatismo, fino alle estreme conseguenze.

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    1. e io ho l'impressione che dietro a questo messaggio ci sai del risentimento.
      ma non importa cosa c'è dietro, quel che importa è che probabilmente hai ragione.
      le parole non bastano a trovare poesia. ma tieni conto che questo è un luogo particolare, in cui la poesia non arriva, questo è per me il luogo della riflessione, e se tu (come forse è) mi conoscessi un po', sapresti che il mio mezzo per capirci ha a che fare con il pragmatismo cinico della ragione.

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    2. No, nessun risentimento. È una constatazione di cio che di te hai trasmesso con questo post. Almeno quello che avverto io sotto le tue parole. Comunque le parole possono trasmettere poesia , ma se chi le scrive o pronuncia non ne ha da trasmettere si avverte. Ognuno è come è. Pace.

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    3. io sono come sono.
      pace.
      avrei qualcosa da aggiungere, credo, ma decido che va bene così.

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  3. Parlare dei proprio tatuaggi è sempre molto difficile. C'è pudore e anche paura.Paura di esporsi e di deludere le aspettative di chi si ha di fronte. La gente, chissà perché, si aspetta sempre che dietro l'inchiostro ci siano sempre dei grandi significati nascosti. Chiedere il significato di un tatuaggio è la cosa più sciocca da fare.

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    1. infatti mareva, ho un grande rispetto per questa cosa, sai.
      quando guardi una ferrari e la vedi rossa non ti chiedi perchè sia rossa: è una ferrari!
      quando penso a mareva non mi chiedo perchè sia tatuata: è mareva!

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  4. Ciò che ritengo più irritante è quando le persone non capiscono quel significato e lo sviliscono. Lo trovo una grande mancanza di rispetto. Ed è di certo peggio di chi chiede il significato di un tatuaggio.

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    1. ho sempre avuto un grande rispetto per i tatuaggi.
      a meno che uno non abbia, come ho visto io al concerto dei foo fighters, un tatuaggio con bender, peter griffin e homer simpson grandi quando la sua schiena. ma anche in tal caso rispettavo i tatuaggi.
      lui un po' meno.

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  5. Risposte
    1. *
      [eddai lasciamoci andare, ;) ]

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  6. Anch'io ho paura dei persempre, per questo motivo non ho tatuaggi.
    Per questo e per il dolore, ovvio.
    :)

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    1. e come va con gli addii, Cristina? sei brava con quelli? perchè io e Amanda abbiamo scoperto che addii e tatuaggi sono talenti perlopiù presenti in coppia.

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  7. C'è un persempre che va oltre ogni scelta ed ogni paura.
    Un figlio è per sempre.
    Un tatuaggio così non può spaventare, ma non è necessario.
    Un figlio lo tatui sul cuore. Persempre.

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    1. non mi è dato saperlo..
      mi fido.

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    2. Sicuramente lo sei, un persempre ;)
      Sei tatuato sul cuore di qualcuno.
      Per sempre.

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  8. ma perché solo le donne, tatuate? intendo dire: un uomo, indipendentemente dalla relazione, non ti suscita le medesime sensazioni?

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    1. sai che no? sarà che un uomo difficilmente mi suscita curiosità, un po' per come siamo fatti, un po' perché mi è piuttosto facile cogliere lo spessore di un uomo, mentre di una donna.. mistero.

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  9. Io non mi tatuo ne' mi dicono molto i tatuaggi sugli altri. Ma non discrimino un/a tatuato/a da un/a non. E' già qualcosa, mi sembra.. ;)

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    1. potresti scegliere un tatuaggio e imporlo ai tuoi cari.
      "mi piace un sacco questo tattoo, potresti fartelo tu così te lo fotografo? "

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  10. io, invece, il tatuaggio lo voglio; forse per avere un persempre fuori e, magari, uno in meno dentro...

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    1. davvero? beh, complimenti.
      a dire il vero un lo avrei voluto anch'io: c'era sto tizio che aveva tutti i personaggi di goldrake tatuati sul polpaccio, in palestra.
      l'ho invidiato e ho pensato che avrei dovuto farmelo a 12 anni.
      poi sarebbe cresciuto con me.
      un giorno conobbi una tipa che voleva farsi tatuare qualcosa sulla spalla ma aveva qualche dubbio sul soggetto in quanto soggetta a frequentissimi e importanti cambi di peso e temeva le deformazioni del soggetto, le dissi una cosa che ancora oggi mi fa ridere (solo me, naturalmente..) :
      "fatti tatuare un barbapapà!".
      lei però smise di parlarmi..

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  11. I tatuaggi, bleah. Non amo le etichette indelebili. Preferisco togliermele di dosso e decidere quali devono essere di giorno in giorno. E, all'occorrenza, circolare senza. Come tutta la roba che non è indispensabile. Chi si tatua ha bisogno di qualcuno che i suoi tatuaggi lì noti. Ho un'esigenza in meno di chi si tatua. E posso fare esami diagnostici senza il rischio di ustioni. Cosa che gli iper-tatuati non possono fare. Pure scemi. Perché sei morto? Perché non ho beccato il cancro in tempo. I metalli dei tatuaggi non mi hanno permesso di poterlo diagnosticare prima. Mmm, che gente intelligente, quella che si tatua. Degna dei Darwin Awards.

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  12. I tatuaggi...
    Che dire...
    La vedo esattamente come te.
    So di essere in costante evoluzione, non riesco a immaginare segni d'inchiostro sulla mia pelle indelebili o quasi.
    E poi mi tatuerei di tutto, non saprei scegliere.
    Non credo ci sia nulla di sconveniente a chiedere come mai si é scelto di tatuarsi qualcosa.
    Le cose intime che non si intendono svelare non si espongono volentieri sulla pelle al resto del mondo senza mettere debitamente a conto che il mondo le osservi e faccia anche domande.
    Una cosa buffa che mi capita é di non soffermarmi comunque troppo sui tatuaggi di una persona. Talvolta nemmeno li noto. Sará che ormai un po' tutti li hanno, e sono io con il mio corpicino senza tatoo ad essere diventata l'anomalia.


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