#87 - strati.


l'amore per me
può essere diverso da ciò che io sono per l'amore?
da ciò che io sono?
no.
strati.

30 commenti:

  1. L'amore di un altro/a è diverso. Il nostro amore dispensato è diverso. L'amore che nutriamo per noi medesimi è ancora diverso. Tu dici no ma, a mio avviso, è solo un limare il punto di vista Siamo strati e neanche in contatto. Siamo universi stagni.

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    1. mi chiedo se possiamo sentirci amati da un amore che non affonda radici in ciascuno dei nostri strati.
      se un amore così col tempo non possa che rivelarsi incompleto. questo, mi chiedo.

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  2. Non credo sia questione di diversita, quanto di compresenza.
    Se non c'è amore per noi, noi non ci siamo per l'amore, o viceversa.
    Come se lo strato dell'amore che ci arriva avesse bisogno di mettere radici nello strato di amore che noi abbiamo per noi. Altrimenti si poserà e basta, ma al primo soffio di vento volerà via.

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    1. bellissimo.
      verissimo.
      e anche spietato: non si puó amare senza amarsi.
      il che suona come una condanna, per molti.

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    2. Il problema è che ci sono momenti in cui per amarci abbiamo bisogno di sentirci un po' amati. Game over.

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    3. Ma smettetela.

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    4. ma sì, smettiamola.
      io la smetto ogni giorno.
      e poi ricomincio.
      me ne faccio un pacchetto al giorno [cit. Giardi].

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  3. l'amore non può essere diverso da ciò che tu sei, non sarebbe amore se ti volesse diverso, ma l'amore può essere diverso da ciò che tu sei per l'amore, anzi dovrebbe esserlo perché nelle differenze stanno gli equilibri

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  4. Quello che l'amore è per noi non sarà mai ciò che noi siamo per l'amore. Non saremo mai amati come amiamo. E va bene. Credo che il bello sia questo.

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    1. Mareva ne sa troppe. Quando si parla di amore, stravince proprio. :)
      Mi ha fatto venire in mente una cosa, quelle volte in cui fai una domanda, aspettandoti una certa risposta, avendo bisogno di una certa risposta. E invece, la persona giusta risponderà sempre in maniera sbagliata rispetto alle tue aspettative, ma la risposta che ti darà sarà quella vincente.

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    2. Oddio. Grazie.
      Non credo ci sia una verità universale ma quello che sto imparando dalla mia relazione è proprio questo: che non sarò mai amata come amo io. E non significa che vengo amata male o di meno, solo diversamente. E il bello è che vengo continuamente sorpresa.

      (poi c'è anche chi ama di merda eh, e li bisogna andarsene)

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    3. era un po' diverso, nelle mie intenzioni io non uscivo da me. non c'era l'altra persona, volevo dire che in fondo io non ho un modo di amare che sia diverso da ciò che sono.
      ma quello che avete scritto voi qui è prezioso comunque. mi parla di piccole pietre estratte a mani nude come solo voi sapete fare.
      quante cosa da farmi raccontare, avreste..

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    4. Penso sia giusto così. Snaturarsi non fa bene. <3

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  5. Io penso che sia estremamente difficile stabilire quale sia la "verità delle cose".
    E che sia addirittura impossibile quando si tratta di amore.
    L'amore si limita ad essere, sfuggendo ad ogni richiesta o definizione.
    Gli strati di cui parli, ad esempio. Nella millefoglie che è il cuore di ognuno, non c'è qualcosa che teniamo solo per noi? L'essere qui, ad esempio.

    Poi guardo l'immagine, sai che alla fine torno a ciò che i tuoi occhi hanno scelto per le tue parole. Vedo le connessioni neuronali della terra, bagnate di colore. E mi domando se tu non ti stia chiedendo se sia possibile che l'amore non veda proprio quello che c'è in profondità, nel nutrimento di ogni cosa che fiorisce.

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    1. sono arrivate prima le immagini.
      poi le parole a cercare di spiegarle, e prima di tutto a me stesso.
      e quel che tu chiami connessioni neuronali della terra bagnate di colore,
      io lo chiamo magma.

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  6. L'amore sta a te come tu stai all'amore.
    Perchè sei tu e non un altro. Tu, con tutti i tuoi strati. Tu, con il tuo amore a strati.

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    1. te le ricordi le equivalenze? quanti megabbracci sono mille kilobaci?
      sarebbe ben più facile parlare dell'amore degli altri.
      ma davvero non ho questa ambizione. sarebbe già molto poterlo confinare, in alto o in basso. poterlo circoscrivere con le parole.
      macché.

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    2. La matematica non è mai stato il mio forte e qualcosa mi dice che non ho nemmeno l'aiuto del pubblico :-)
      Però se lo circoscrivi, anche usando parole ad ampio respiro, alla fine non lo sminuisci un po'?

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    3. ma infatti non ci riesco..
      e comunque ho scoperto che le parole sono capaci di preparare il silenzio, di orientarlo, di farlo crescere.
      perché non l'amore che di silenzio si nutre?

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    4. effettivamente la logica vorrebbe che se le parole orientano il silenzio e l'amore si nutre anche di silenzio, allora le parole dovrebbero orientare anche l'amore.
      Ma qui siamo nell'ambito dell'orientamento e non in quello della definizione.
      Orientare l'amore è un conto, definirlo è un altro. E' solo che è tutto così soggettivo che quando pensi di aver trovato le parole giuste e adatte, queste ti scivolano via e adieu.

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    5. sempre più difficile. pare. non c'è mai un punto d'arrivo. ci sono solo tanti piccoli traguardi intermedi.
      ma non si può afferrare l'inafferrabile, e questo è un bene, pensa se tutti stessero viaggiando verso una meta certa.. se fosse solo questione di tempo..
      assisteremo infine all'arrivo di tutti, uno dopo l'altro, al traguardo.
      che tristezza.

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    6. L'amore in questo caso è il degno specchio della vita: imprevedibile. E come tutto ciò che è imprevedibile sfugge alle certezze.
      È vero, questo rende le cose ancora più ardue...tuttavia, se fossero facili diventerebbero banali, interpolate nel tempo e nella quotidianità.
      Meglio che l'impresa sia ardua e la meta non certa perché soggettiva e variabile. Ho come la sensazione che, così facendo, il percorso sia più interessante. :-)

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  7. io penso che tu non abbia un modo diverso di amare che sia diverso da te e dalla persona che ami.

    chè altrimenti avresti un modo solo e unico di amare e potresti amare tizia mevia e sempronia allo stesso modo perché sarebbe solo il tuo modo.

    io credo invece che sia un ingranaggio l'amore.
    e che il modo vada declinato al plurale.

    sicchè ci sono i tuoi strati alternati agli strati dell'altra.
    che gli strati non si confondono, solo si accomodano l'uno accanto all'altro.

    secondo me.
    almeno.

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    1. e dici poco.. io sono e sarò sempre capace di instaurare legami. un punto di me collegato ad un punto di un'altra persona. tiranti d'acciaio, sottili elastici, bacchette di bambù intecciate, lacci di spago.
      non basta, però. serve che i percorsi passino dal via, ritirino i venti dollari, non finiscano in prigione e se possibile mi portino a comprare tutte e quattro le stazioni.
      Ho un dado a facce dispari in ogni tasca, ho una pedina a forma di me, e un tavolo senza gambe messo in obliquo con un angolo piantato a terra, con le pedine che scalano e scivolano.
      ho messo i carroarmati al posto degli alberghi, e ho messo case su case in Kamchatka. bramo imprevisti e prevedo brame.
      e la banca è minata da un pezzo.

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    2. Non occorre nemmeno consultare il manuale diagnostico. Il caso è lampante: personalità paranoide, con disturbi multipli.
      Senta, signor tombino che guarda il mondo, dia retta, si faccia vedere. Da uno bravo.

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  8. per quanto riguarda me, oltre a farmi vedere da una brava, è di lentezza che sono capace.
    Fermarmi. Pure. E retrocedere.

    È l unico modo che conosco per avvicinarmi senza barricate, senza scavare trincee dalle quali scrivere lettere d amore cauzionate. Che nel tempo condizionale le esistenze, almeno la mia, trovano il tempo infinito. Dilatato. E scoprono, poi, l urgenza del condizionale su ogni cosa. A ogni passo.

    Che poi è un modo. Nè migliore nè peggiore di altri.
    La mia dimensione è lentezza. non è un fatto di via, di pegni, di dazi, di guerre in tempo di pace, o pace a fronte di una guerra spietata.

    è qualcosa tipo una specie di esercizio alla vicinanza e alla lontananza.
    Alla fine tieni, eccomi. Ti tengo, vieni.


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    1. qui mi danno del paranoico, facciano pure, forse hanno ragione, anche se credo di no.
      però questo tuo "Alla fine tieni, eccomi. Ti tengo, vieni." è come un passo di danza regalato a me e a tutti quanti qui.
      non cerco per forza un senso in ciò che scrivo io, piuttosto in ciò che trovo nei commenti. Poi accade che il post stesso si trasforma fino a trovare un senso diverso. io traccio cinque righe orizzontali, e un cenno di armonia.
      poi c'è chi canta meglio di me..

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  9. tu sei estremamente, e uso non a caso l'espressione estremamente, buono con le mie mani a scrivere.

    forse perchè in un universo parallelo mi copiavi i temi a scuola.
    sorrido.

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  10. no, signor tombino-cubodirubik-red-strato-colore-luce- ombra-suono-silenzio (magari fosse vero) - ecc. .
    si tranquillizzi, non intendiamo contrariarla oltre. Perciò:
    giochi col suo tavolo inclinato, tenda fili, compri tutte e quattro le stazioni prima che altri se ne impossessino. segua gli esiti del dado dispari, disponga i suoi carri armati nei punti strategici, brami ciò che più le garba, preveda brame e bramini e, soprattutto, si ricordi di non entrare in banca, lei sa perché. aum aum.

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  11. Il bello son proprio gli strati, come nella millefoglie

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