#057 altra marea.

lo sai, sì.
che dietro ad una parola scritta c'è il percorso di un pensiero.
che sgorga dal profondo e si infila nelle strutture della sintassi e della grammatica e prende forma.
i percorsi interstiziali che quel che senti segue per diventare una cosa detta, una cosa scritta.

e poi.
è lì. lo guardi, rileggi. a volte è lui che si volta a guardare te.
come un gatto fermo che aspetta qualcosa che non sai.
silenzioso, il tuo pensiero scritto non muove l'aria, no, lui passa sotto.
entra dagli occhi e dalla bocca, lo leggi inspirando e finisce nella pancia, in qualche caso più sopra, in altri più sotto.

e non è mai come ti aspetteresti, non è mai come lo avresti voluto,
perché un pensiero scritto è come un amore nuovo: ti sorprende oppure ti spaventa, oppure ti delude.
e tu pensi che se non fosse in grado di avere un effetto qualunque tra questi mai sarebbe riuscito ad arrivare al foglio.

prima, e sotto, la battaglia tra milioni di incipit, di spunti, di cerchi di vista.
e qualcosa che vince, il più forte di tutti che riesce a trovare la strada.
un vero e proprio concepimento, con tanto di tonnara di spermatozoi.
e mille colori che strepitano e uno che passa e tutti che restano. tutti tranne quello.

succede ogni tanto, anche senza movente, anche senza perché.
i perché arrivano sempre dopo. succede come la marea.
un' altra marea.



62 commenti:

  1. Parli di marea, ma la descrizione della battaglia tra i vari spunti, le varie idee, il più forte che si fa strada e il concepimento finale mi ha fatto pensare più ad un geyser. Chissà forse è anche colpa del rosso della scrittura che ho associato al magma in movimento.
    Ok forse è meglio che vada a dormire :P

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    1. alla fine hai dormito? in effetti tra colori e metafore ne è uscita una cosa di una densità quasi sospetta, me ne rendo conto. ma quello che scrivo io all'inizio è solo, appunto, l'inizio: la parte vera arriva con i commenti.
      geyser e maree, come conciliare le due idee? in effetti assocerei gli uni e le altre all' orgasmo maschile e femminile. il che dovrebbe a questo punto spingermi ad interrogarmi sulla mia identità sessuale.. e dire che era una delle mie poche certezze.
      a questo punto sarò io a non dormire. sigh.

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    2. Beh direi che nulla è certo o quasi :)
      Riflettici, non si sa mai che ti apra un mondo nuovo :P

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    3. com'è che non riesco a formulare alcun pensiero privo di almeno uno o due doppi sensi?
      ok, mi hai convinto, mi trovate in tibet per i prossimi sette anni.

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  2. Ma che dice?! È consapevole della marea di stronzate che scrive e dice la gente? Io vedo solo caratteri messi a casaccio, in forma più o meno gradevole. Dietro c'è il nulla. Eruttazioni mentali con ambizioni letterarie, nient'altro.

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    1. Quindi, seguendo questa logica, Michelangelo è un artista mentre Picasso può gettarsi a mare? L'ambizione io la vedo nel tuo commento, o forse soltanto la presunzione di avere le capacità di giudizio in tasca, ma ovviamente non può essere così. A volte ci sono profondità che no si riesce ad esprimere in modo chiaro, pulito, logico, fruibile a tutti. Chi le sente allo stesso modo dentro sé interagisce, chi non sente allo steso modo e resta in superficie reagisce come hai fatto tu, gettando fango. C'è una terza reazione, prevede di leggere, non capire, non commentare, ed andare oltre. Io ti suggerisco quest'ultima per i tuoi prossimi viaggi tra blog altrui ;-) Luna

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    2. Casca male. Sono, da sempre, allergica ai consigli e ai suggerimenti. Ma spero che si sia sentita inutilmente utile per mezzo secondo. Laltra

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    3. Ahahhha Laltra :-D

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    4. 24 ore per capirla? Complimenti per la potenza intuitiva fuori della norma!

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  3. E sanguisughe in cerca di emozioni delle quali sproloquiare. C'è chi ha da dare, c'è chi ha da prendere. Ma non confondiamo le acque, visto che si parla di maree. Un minimo di decenza,che diamine. Altrimenti i giornali di Signorini finiranno con l'essere candidati al Nobel per la letteratura.

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  4. come un gatto fermo, ma non zitto, miagola e non ho ancora acquistato il vocabolario italiano-gattese

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    1. la mia gatta aspetta ferma, all'ora del pasto mi si avvicina e mi guarda, salvo agganciare il mio sguardo ed emettendo il suo unico suono della giornata, come a redarguirmi. ma in quel momento so bene cosa vuole, lei sa bene cosa vuole, e lo ottiene regolarmente.
      forse il pensiero scritto fa la stessa cosa, vuole essere nutrito, ridefinito, soppesato oppure semplicemente letto.
      mentre lo scrivi si traccia un percorso mentale, più o meno nuovo. rileggendolo il percorso si consolida e la pista meglio battuta.
      fino a quando non diventa altro che un pezzettino in più. un punto di vista nuovo e disponibile.
      per me ma anche per altri, forse, chiedo, non so.

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    2. a volte ciò che voglio scrivere arriva lì pronto, col suo bagaglio e si presenta, pare altro da me, ha un nome, un cognome ed un suo carattere, altre volte nasce da un germoglio timido e lo devi accudire, concimare, devi dargli la giusta luce e la giusta acqua nè troppa nè troppo poca

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    3. ho le bozze piene di pensieri settimini, troppo piccoli e fragili per poterli esporre a questo buio. dovrei affidartene qualcuno.
      quelli che invece si presentano già grandi e forti a volte fanno paura, sono spinti da sentimenti accesi, come la rabbia, come l'amore, come il rancore. io tendo a mischiarli alla musica. a dar loro un'arena per combattere e nel clangore degli scontri poterli guardare da un po' più distante.
      poi ci sono quelli, rari, che sono lievi e chiari e semplici, come certe canzoni: sono giusti. non gridano, non chiedono sangue né vendetta. sono i mattoni della mia consapevolezza.

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    4. mi piacciono questi mattoni della consapevolezza :)

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    5. piacciono anche a me. anche se non sono sempre dorati o di marmo bianchissimo.
      anzi, spesso si tratta di blocchi di cemento. sinceri. pesanti. tosti e robusti.
      insomma cose di cui potersi fidare.

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    6. ma non sono meglio i mattoni cotti rossi pieni, quelli che respirano?

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    7. sono di tutti i tipi, a volte non hanno nemmeno una forma regolare, sassi e pietre buoni per farci i muri a secco, come certe case con addosso decenni se non secoli.
      la permeabilità è importante, come lo è la massa. l'una consente il passaggio di nuove idee, l'altra aggiunge inerzia, con il tempo, stabilità.

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    8. infatti è a quello che pensavo: hai presenti le case anni 70-80 fatte di mattoni di cemento? Sono invecchiate senza dignità. Io pensavo ai mattoni di cotto o alle pietre, solidi e duraturi

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    9. lo capisco. eppure capisco anche come molta della consapevolezza conquistata sia passata al di sotto della chiglia della dignità.
      le lezioni più vere spesso sono quelle che ci vedono sconfitti, a terra, con la bocca piena di terra e fango.
      ma poi arriva sempre un momento in cui tutto assume un senso nuovo. e anche la peggiore delle situazioni si trasforma in una sensibilità più evoluta.
      lo sai come si scrive cemento in inglese? è una cosa che mi ha sempre colpito.

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    10. vogliamo essere concreti? va bene, anche se pochi giorni fa stavamo sul baobab e pochi giorni prima sulla mongolfiera :)

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    11. ma è proprio questo, sai, che ti permette di volare.
      disporre di qualcosa di semplice e concreto, di due o tre punti fermi.
      cose che sai di te, che hai capito negli anni, una specie di piccola zavorra buona per non permettere ad ogni refolo di vento di portarti via.
      solo così puoi alzarti da terra, solo avendocela.
      no?

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    12. vedi io sono una persona così due piedi ben piazzati sula terra, magari nudi per sentire la terra umida, la sabbia calda e un pezzo di carta e una penna per andare lontano, o una musica per ascoltare il mondo o un monte per vedere quello che dal basso non mi è permesso di vedere o un abbraccio per sentire l'alito della vita

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    13. beh, direi che il progetto è ben fatto.
      amanda è una persona strutturata come un albero. radici profonde e foglie protese al cielo.
      non resta che sentire il fruscìo del vento che ne attraversa le fronde.

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    14. Ahem, che poetica discussione, scusate se mii intrometto. Mi duole dover farvi notare che gli animali non volano, non si librano da nessuna parte e sembrano contenti lo stesso. Direi che volare non è affatto necessario. Se non per chi è in galera e si immagina fuori di lì. Solo quelli prigionieri di se stessi o delle situazioni sentono il bisogno di volare. Da che carcere scrivete?

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    15. essì. è davvero poetica.
      pensa che quelli come me e come amanda (ma siamo in tanti, qui..) sentono importanti cose come questa. nessuno è in carcere, ma questo posto apre una finestra speciale in un muro segreto. è una finestra dalla quale puoi spiccare il volo.
      puoi.
      volare.
      esattamente.

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    16. Come no, metaforicamente. Diciamo che, per la sottoscritta, è più interessante il volo reale. Dopo il paracadute, ho la ferma intenzione di provare il parapendio. Quello, per me, è volare. I voli di fantasia, proprio, mi sanno di galera. Non posso farci niente.

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  5. Le maree respirano con la luna.
    Come il rosso.

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    1. c'è un legame preciso tra la luna e la marea.
      pochi sanno che è la marea a chiamare la luna, e non viceversa.
      e marea rossa chiama luna rossa.

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    2. Non potrebbe essere un ciclo eterno? La marea chiama la luna, respira con lei, la luna chiama la marea, respira con lei, la marea chiama la...

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    3. sì. deve essere così. quando volo mi piace farlo a pelo dell'acqua, di notte, al buio.
      vedere i riflessi della luna sulle increspature del mare calmo scomposte soltanto dalla scia del mio volo. e mi piace ruotare sul mio asse, in modo da espormi a tratti al rumore del mare e a tratti alla luce della luna.
      e sentire le due che si chiamano, e che respirano insieme, e io nel mezzo.

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    4. Anni fa ho scritto la storia di un pesce che saltava fuori dall'acqua a pancia in su, per vedere il cielo, e non solo e sempre il mare.

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    5. Immagino che il titolo fosse "Il pesce morto".

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    6. "Iposodico".
      (Comunque terrò presente il tuo, come dire, suggerimento. Una storiella da due soldi con un finale moraleggiante che diventa esilarante...tutti quegli strani personaggi che dibattono sul salto anomalo del pesce e alla fine, alla fine? E' morto! Il pesce è morto!Magnifico)

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    7. avevo risposto, qui. ma se lo è inghiottito la rete.
      peccato perchè era un commento da Pulitzer e/o nobel per la bloggeratura.
      fidati. :)

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    8. Non ne dubitiamo.
      :)
      O forse sì?

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    9. facciamo un secondo/terzo classificato?

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    10. Sì, anche perché il primo posto a Silver. Non c'è gara.

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    11. Deve essere per quello che mi detestano tutti, allora. Cavolo, sono proprio tonta.

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    12. Non posso farla io, la tonta?
      Cavolo, mi viene così...naturale.

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  6. e poi questa marea, una volta fuori è tirata su e giù dalla luna, dal vento, dalla natura e da tutto. Sale e scende. Ci vuole molto coraggio per guardare un pensiero, per concedergli vita propria, confrontarsi con lui. Riguardarlo, riguardarsi. Come veder crescere i bambini e lasciare che diventino quelli che sono loro e non appendici di noi, accettare che il nostro è stato un piccolo stampo che poi prende vita inaspettato e vedere la meraviglia che esce.

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    1. forse è per questo che li porto a giocare qui.
      in un posto dove possono essere presi per mano da persone come te, persone che hanno il senso della cura.
      far crescere un pensiero è come far crescere un figlio, e le frequentazioni sono importanti.
      ma più importante ancora è fidarsi di lui. accettare il fatto che può essere fuori fuoco, che può mancare il bersaglio più grande e vicino ed andare a scovare qualcosa di piccolo e poco illuminato. qualcosa di inatteso.

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  7. Sarebbe bello. Fermarli tutti, quei pensieri. E non solo uno. Uno su un milione.

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  8. tutti tutti?
    ci sono quelli impresentabili,
    ci sono quelli mischiati ai ricordi,
    ci sono quelli cui non riconosci la paternità,
    ci sono i miserabili e gli abietti.
    ci sono quelli da non dire, ci sono quelli da non seguire,
    ci sono quelli scaturiti da puro esercizio di logica,
    sono i pensieri che nascono da soli, in genere nel buio.

    poi ci sono gli altri. quelli che nascono da un seme.
    una persona, una lettera, un film, una musica, una pioggia, una nevicata.
    e sono quelli che hanno le ali.
    quelli che atterrano qui, ad esempio.

    la guerriglia è tosta, là sotto, sai.
    ma lo sai.

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    1. è il motivo del mio anonimato.
      poter essere madre di pensieri impresentabili.
      sputtanare ricordi.
      parlar male degli amici.
      gettare la maschera. indossandone un'altra certo. ma almeno vaffanculo.

      (non ricordo la politica del blog sulle parolacce. nel caso scusami)

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    2. e dire che il tuo anonimato per me non ha nulla a che fare con un non nome e non cognome.
      ma piuttosto è nel tuo non dire tutto, nel restare coperta, nel differire i commenti.
      metti la maschera che preferisci, o levale tutte e scrivi vaffanculo mondo, v. fallo.
      a me piace sentirti stronza, se è quello che sei. sentirti vera.
      come certe sere.
      mi piaci vera.
      sì.

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    3. Ma sì, chi se ne frega se in etichetta c'è scritto "carne bovina" e invece c'è quella equina. Sempre carne è. Vera, naturalmente. Se ti piace la carne, che ti frega di che carne è?!

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  9. (haiku)
    Spuma e sabbia
    Nel letto sfatto. Come
    Dopo la marea.

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    1. ah! se quelle lenzuola potessero parlare..
      forse lo fanno. ma mai di notte.

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    2. oh, ma grazie. lo prendo e lo metto via, per i tempi duri che verranno.
      che vino ci sta bene insieme? falanghina? traminer?

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  10. Che compare e scompare per portarci via?

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    1. quand sale sommerge le parole sulla rena, quando scende è bello riconoscerle disperse nella sabbia.

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  11. Le 4 lune di Darkover che pulsazioni andrebbero ai miei pensieri? Non che non mi basti la mia luna, non che non mi bastino le sue ossa sbiancate ed il suo sangue. È proprio questa realtà che mi toglie il respiro...e allora mi rifugio nella fantasia. Ho solo voglia di sognare. Nei miei sogni tutto è possibile. Se accendo nientela luce poco o niente resta, ed anche la realtà non è mi più la stessa.

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    1. queste tue parole un po' storte, queste tue parole che fluttuano al di sopra e al di sotto del pelo del pensiero.
      raccontano cose di te. e mettono voglia di saperne altre.
      questo è un posto che a tratti benedico, sai.

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    2. Storte, si. Non riesco a mettermi in bolla.Ci provo ma poi oscillo.Dondolo. A volte mi cullo.
      Ce n'è di cose da sapere...tante che nemmeno io le so.
      La meraviglia è che nel momento stesso in cui ti metti lì ad ascoltare chi ti racconta cambia e tu racconti e cambi con lei. Niente di epocale magari, piuttosto il cambiamento lento ed inesorabile della marea che accarezza la roccia.Benedizioni!
      (il fatto che appena digito BE il T9 mi dia come prima opzione Berlusconi mi fa inorridire! Esci da questo smartphone!)

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  12. E' proprio così F., come una marea.
    O come lava che ribolle sotto la crosta del quotidiano andare e trova un pertugio che gli fa da sponda per creare uno strappo e uscire fuori.
    MrsQT legge ;)

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    1. e chissà che tu non torni a scrivere. certe maree non le puoi fermare..

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  13. Uffa, il rosso spara e io sono ciecata...
    tantopercantare

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  14. *dietro la parola scritta c'è un percorso di pensiero*.
    sarà che non penso più, allora.
    o il percorso è troppo tortuoso e il pensiero si perde.

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    1. non sono riuscito a risponderti, non ci riesco forse perchè non mi è chiaro cosa tu intenda..
      tu usi il blog per raccontare le avventure di wonderdida, per condividere i fatti.
      io lo uso per condividere penombre, è diverso.
      forse per questo dietro alla tua parola scritta non è necessario ci sia altro che quello che quello che già esiste: vita.

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  15. ...in certi casi quel pensiero è un fiume in piena,
    che si fa?

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